Migliori 20 Cabernet Sauvignon Italiani

Fonte: italysfinestwines.it

Una lista con foto, descrizione e degustazione dei 20vini Cabernet Sauvignon italiani rapporto qualità prezzo. Dai Cabernet Sauvignon più famosi a quelli meno noti delle migliori aziende. 

Una lista con foto, descrizione e degustazione dei 20 migliori vini Cabernet Sauvignon italiani rapporto qualità prezzo. Dai Cabernet Sauvignon più famosi a quelli meno noti delle migliori aziende. 

Cabernet Sauvignon in Italia

ll Cabernet-Sauvignon è un vitigno a bacca rossa originario di Bordeaux capace di produrre vini di grande eleganza e longevità. E’ noto anche per l’assemblaggio con il Merlot nei tagli bordolesi, divenuti famosi in italia nella zona di Bolgheri. Il Cabernet Sauvignon in Italia è coltivato principalmente in Veneto, Sicilia, Toscana e minore parte, anche in Emilia Romagna, Friuli, Umbria e Trentino Alto Adige.

Per approfondire leggi l’articolo dedicato al Cabernet Sauvignon. 

Cabernet Sauvignon più famosi in Italia

Quali sono i vini Cabernet Sauvignon più famosi in Italia?

Il Cabernet Sauvignon in Italia ha dato vita agli ormai famosi e pluripremiati vini come per esempio il Sassicaia di Tenute San Guido (con percentuali di Cabernet Franc), il Darmagi di Gaja, il Coniale di Castellare di Castellina, il ‘Lupicaia‘ di Castello del Terriccio, il Lafóa di Colterenzio, il Toren Riserva di Tiefenbrunner o il Collezione Privata e Collezione De Marchi di Isole e Olena, ma anche altri vini di grande qualità ma con prezzo più accessibile per tutti.

Vediamo quindi insieme una lista degli migliori 20 vini Cabernet Sauvignon italiani rapporto qualità prezzo e scopriamo le loro caratteristiche con la nostra degustazione in modo che ognuno possa trovare il migliore Cabernet Sauvignon adatto ai propri gusti.

MIGLIORI 20 CABERNET SAUVIGNON ITALIANI RAPPORTO QUALITÁ PREZZO

#3 Serramarrocco 2015 – Barone di Serramarrocco

Degustazione: Olfattivamente si svela complesso e fine delineando toni di mora di rovo matura e ciliegia sottospirito a cui si affiancano timbri speziati di pepe nero, cioccolato bianco, eucalipto, note di resina, torrefazione e una leggera riminiscenza di sottobosco. Al palato ha un sensazionale corredo polifenolico con dei tannini coinvolgenti, maturi e compatti che creano una dialettica appassionante con l’acidità vivace favorendo equilibrio, armonia e godibilità al sorso.

Un blend siciliano di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc voluminoso e dal carattere mediterraneo: balsamico e d’imperitura persistenza. Meritatamente tra i migliori Cabernet italiani.

Alcol: 13,5 %
Vitigni: Cabernet Sauvignon 85% Cabernet Franc 15 %
Regione: Sicilia (Trapani)

Prezzo indicativo: 30 €

Degustazioni dei MIGLIORI Vini d’Italia

Scopri le degustazioni delle eccellenze dei vini italiani.

Fonte: italys fine stwines.it

Serramarrocco 2015 – Barone di Serramarrocco

La nostra degustazione del vino Serramarrocco 2015 di Barone di Serramarrocco, completa di note di affinamento, denominazione, uvaggio, temperatura di servizio e volume alcolico.

Il vino Serramarrocco 2015 di Barone di Serramarrocco ha un colore rosso rubino brillante e impenetrabile. Olfattivamente si svela complesso e fine delineando toni di mora di rovo matura e ciliegia sottospirito a cui si affiancano timbri speziati di pepe nero, cioccolato bianco, eucalipto, note di resina, torrefazione e una leggera riminiscenza di sottobosco.

Al palato ha un sensazionale corredo polifenolico con dei tannini coinvolgenti, maturi e compatti che creano una dialettica appassionante con l’acidità vivace favorendo equilibrio, armonia e godibilità al sorso.

Finale denso di sensazionale lunghezza in cui riecheggiano penetranti il frutto e le spezie. Affina 12 mesi in tonneaux nuovi di 500 lt. di rovere Troncais di Allier di media tostatura e successivamente 8 mesi in bottiglia

Un blend siciliano di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc voluminoso e dal carattere mediterraneo: balsamico e d’imperitura persistenza. Meritatamente tra i migliori Cabernet italiani.

Annata2015
DenominazioneTerre Siciliane IGP
VitigniCab. Sauvignon 85% Cab. Franc 15%
Alcol13,5%
Temperatura di servizio16 – 18 °C

Barone di Serramarrocco 2015 – Barone di Serramarrocco

La nostra degustazione del vino ‘Barone di Serramarrocco’ 2015 di Barone di Serramarrocco, completa di note di affinamento, denominazione, uvaggio, temperatura di servizio e volume alcolico.BARONE DI SERRAMARROCCO

Il vino ‘Barone di Serramarrocco’ 2015 di Barone di Serramarrocco è caratterizzato da rosso rubino vivace ed impenetrabile. Al naso si articola complesso e fine tratteggiando note di amarena, viola mammola e tamarindo a cui si affiancano sfumature di garrigue, cioccolato bianco e toni speziati di pepe nero.

Il sorso è vivace con un’acidità di nerbo che dona freschezza e dei tannini spessi e avvolgenti legati sinergicamente a una sapidità minerale che amplifica il sorso. Finale di buona persistenza che conferma le note fruttate-floreale. Affina in tonneaux nuovi di Troncais Allier da 500 lit. di media tostatura per 18 mesi. 10 mesi di affinamento in bottiglia.

Un vino di grande eleganza ed eloquenza olfattiva, sensazionale per versatilità nell’abbinamento gastronomico. Un’interpretazione molto accattivante di Pignatello, ideale sia per il consumo quotidiano che per cene con piatti ricchi e speziati.

Annata2015
DenominazioneTerre Siciliane IGP
VitigniPignatello 100%
Alcol13,5%
Temperatura di servizio16 – 18 °C

Quojane di Serramarrocco 2019 – Barone di Serramarrocco

La nostra degustazione del vino Quojane di Serramarrocco 2019 di Barone di Serramarrocco, completa di note di affinamento, denominazione, uvaggio, temperatura di servizio e volume alcolico.BARONE DI SERRAMARROCCO

Il vino Quojane di Serramarrocco 2019 di Barone di Serramarrocco si apre al naso ricco di sfaccettature, tra agrumate note zagare, melone, finocchietto selvatico, garrigue e pan brioche. In bocca si svela ricco, fresco e di nerbo, con un finale piacevolmente sapido che amplifica le sensazioni allungandosi verso un finale armonico e di sensazionale persistenza in cui riecheggia protagonista il frutto e le sensazioni mediterranee.

Straordinaria interpretazione di Zibibbo secco: quadro olfattivo molto complesso e seducente, struttura equilibrio e sapidità. Si staglia aromatico ed elegante al naso per svelarsi minerale, ricco e persistente al palato.

Annata2019
DenominazioneTerre Siciliane IGP
VitigniZibibbo
Alcol12,5%
Temperatura di servizio10 – 12 °C

I pregiati vini di Serramarrocco

Fonte: AgricolturaNews

Nel lontano 1624 Don Giovanni Antonio Marrocco y Orioles, Signore di Serramarrocco e Capitano di Giustizia di Salemi, si distinse per avere salvato la popolazione dalla peste che devastò la Sicilia. Per il coraggio e l’abnegazione mostrati, il Re Filippo IV di Spagna e di Sicilia elevò la Signoria di Serramarrocco in Baronìa “con mero e misto imperio”, concedendo lo stesso privilegio su un “feudo della Corona” già noto allora per l’estensione dei vigneti e la qualità delle loro uve destinate, secondo la tradizione, alla produzione dei vini per la Real Corte di Sicilia. Da quelle stesse terre nascono i vini di Serramarrocco, dove dal 2001 Marco di Serramarrocco, dopo una lunga carriera come Lloyd’s broker a Londra, è tornato ed ha iniziato il progetto di riordino fondiario del fulcro dell’ex feudo. In virtù della tradizione vitivinicola, la Regione Sicilia ha tutelato i vigneti sotto la denominazione “Vigna di Serramarrocco” come la prima vigna a Denominazione di Origine Protetta Erice e della provincia di Trapani. Si tratta, inoltre, della vigna con la più alta densità di viti per ettaro della Sicilia Occidentale. “La Serramarrocco, in veste di azienda agricola, è oggi composta da una superficie di circa 60 ettari, di cui 22 riconvertiti in vigneto sulla base di un’indagine preliminare di microzonazione, che ha consentito di identificare, al meglio, il rapporto tra territorio e vitigno” esordisce Marco di Serramarrocco; “la Vigna si distingue in sei “Crus” così denominati: Vigna del Capitano, Sammarcello, Sammichele, Sakkara, del Baglio e delle Quojane. I vitigni coltivati sono Pignatello, Nero d’Avola, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Zibibbo, Grillo”.

Come ottenere vino “carbon free”

Gli appezzamenti, coltivati con sistemi di allevamento ad alta densità che variano dai 6.250 ai 9.524 ceppi per ettaro, sono destinati ad una produzione di bassa resa, tale da garantire la massima estrazione qualitativa di ogni vitigno ed esaltarne il patrimonio organolettico. “Dalla vigna alla cantina, ogni attività è focalizzata a mantenere l’integrità del frutto ed il suo patrimonio organolettico che impone particolare attenzione nell’utilizzo di trattamenti biologici, qualora necessari, in combinazione con prodotti fitofarmaci, rigorosamente a basso impatto ambientale, effettuati, unitamente alla lavorazione meccanica del sotto fila, senza l’utilizzo di diserbanti” aggiunge l’imprenditore; “le energie alternative hanno due obiettivi strategici: la necessità di contribuire alla riduzione della dipendenza energetica e l’impegno a concorrere al contrasto dei cambiamenti climatici. Ma in realtà, il successo delle energie rinnovabili in Sicilia è stato fortemente condizionato dalla mera incentivazione economica. Negli ultimi 15 anni si è assistito ad un susseguirsi di normative incentivanti l’utilizzo di energie alternative, quali l’eolico ed il fotovoltaico, con una crescita dissennata senza un’adeguata valutazione del severo impatto ambientale, paesaggistico, faunistico che tali impianti avrebbero ed hanno causato irrimediabilmente sul territorio.  Molti di essi non sono nemmeno mai stati messi in funzione”. In materia, Marco ha una sua idea: “Trovo interessante e meritevole di approfondimento, nell’ambito di una viticoltura sostenibile, l’utilizzo di CO2 prodotta dalla fermentazione del mosto, per la produzione di ”metano verde”, quale esempio concreto di economia circolare applicato all’agricoltura. L’obiettivo sarebbe quello di sostituire il normale gasolio di origine petrolifera utilizzato dagli attuali trattori per la coltivazione delle vigne. Questo metano sintetico verrebbe utilizzato per la coltivazione delle vigne sostituendo in toto i combustibili di origine fossile. Tutto ciò renderebbe il prodotto “vino” carbon free, cioè senza alcuno impatto ambientale”.

Il bambuseto

Un altro progetto in cantiere è la realizzazione di un Bambuseto. “Una pianta, il Bambù gigante, dalle molteplici prerogative, che consente, tra le altre, il filtraggio delle polveri sottili e la protezione dal rischio idrogeologico” spiega Serramarrocco. “Inoltre, un ettaro di bambù gigante riesce ad assorbire 17 tonnellate di anidride carbonica in un anno. Le piante assorbono 5 volte la quantità di biossido di carbonio e producono circa il 35% in più di ossigeno, a parità di proporzioni, rispetto ad una foresta di alberi, riducendo quindi i gas responsabili dell’effetto serra”. A livello di contesto generale, Serramarrocco rileva “una maggior consapevolezza ed attenzione da parte dell’Unione Europea, e degli organismi internazionali, sull’inestimabile ricchezza della nostra agricoltura, della biodiversità e morfologia dei nostri territori di eccezionale valore universale, piuttosto che dal nostro Governo. Un esempio su tutti, ed il più recente, è la notizia dell’inserimento del comune di Trapani e di Calatafimi Segesta e di altri comuni siciliani tra le aree idonee alla costruzione del deposito nazionale di rifiuti nucleari, che andrebbe a coprire un’area di oltre 150 ettari. La provincia di Trapani è la più vitata d’Europa, con oltre 66.000 ettari di vigneto, ed è un tesoro paesaggistico naturale su cui non credo sia necessario soffermarci, così come lo straordinario parco archeologico del Tempio e dell’Anfiteatro di Segesta dell’omonimo comune. Fortunatamente il sindaco di Trapani con l’amministrazione comunale ed il governo regionale hanno immediatamente reagito con le giuste ed ovvie opposizioni a questo infausto progetto. Quello che serve è un piano agricolo nazionale che, partendo dalle nostre eccellenze regionali, disegni il futuro prossimo della nostra agricoltura, assoluto patrimonio del paese”.

Resilienza, nonostante tutto

Nel difficile momento legato alla pandemia non mancano, naturalmente, altre criticità. “Nonostante i proclami e le promesse di aiuto da parte del Governo e delle banche nulla di tutto questo è stato effettivamente attuato”, osserva Serramarrocco. “Le banche hanno rispettato le disposizioni governative sulle moratorie dei mutui, ma non hanno intenzione di correre alcun rischio, concedendo infatti alle piccole aziende, nel caso, solo i finanziamenti garantiti al 100% dal Medio credito e da Ismea con somme certamente insufficienti ad affrontare i danni economici causati da questa pandemia. Come sempre le banche danno credito, per ovvi motivi, alle grandi aziende, lasciando alla deriva i piccoli agricoltori che sono invece la colonna vertebrale di questa nostra economia. Questo scenario continuerà per tutto il 2021, senza altre illusioni. Conditio sine qua non in questo difficile frangente è la capacità di alzare il grado di resilienza. I danni causati dalla pandemia hanno acuito una crisi strutturale del nostro Paese dovuta all’incapacità di far percepire il grande valore dei nostri prodotti agricoli, ad una distribuzione delle colture che non tutela le eccellenze territoriali, ad una esagerata burocrazia e alla difficoltà di creare una classe di lavoratori agricoli di alto livello e quindi posti di lavoro. Nonostante quanto sopra, sono ottimista nel medio lungo periodo. Vi sarà una grande ripresa e non potrebbe essere altrimenti. L’Italia possiede la più alta biodiversità della terra, con  7.000 specie vegetali, 1200 varietà autoctone di vitigni, oltre 500 cultivar di ulivo, su una superficie terrestre pari al 0,5 % di quella mondiale”.

di Antonio Longo

Italys finest wines: Barone di Serramarrocco

Fonte: Italys finest wines

(TRAPANI) Barone di Serramarrocco produce vini a Trapani ispirati alla tradizione ma con un approccio moderno. La produzione include vini ottenuti da vitigni autoctoni come Pignatello, Nero d’Avola, Greco e Zibibbo ma anche gli internazionali Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.

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La Storia di Barone di Serramarrocco

L’azienda Barone di Serramarrocco si trova a Fulgatore, in provincia di Trapani alle pendici del monte Erice.

Lo sguardo qui si fa spazio tra dolci colline e pendii boschivi che degradano sul Mar mediterraneo,  con vista sulle le vigne ventilate con brezze marine.Come è ben noto, i luoghi più belli sono spesso anche i più vocati per la produzione di vini.

Ed è infatti qui che Marco di Serramarrocco, in seguito a una carriera nel mondo della finanza, ha deciso di fondare l’azienda Barone di Serramarrocco nel 2001, recuperando l’ex feudo che vantava una storia secolare datata al 1624.

L’azienda ad oggi conta oltre 60 ettari di cui 22 coltivati a vite, individuati attraverso un meticoloso studio di zonazione per individuare le caratteristiche pedoclimatiche più favorevoli alla produzione di vini di pregio.
L’azienda Barone di Serramarrocco è specializzata sulla produzione di vini Siciliani ottenuti da vitigni autoctoni come Nero d’Avola, Pignatello, Zibibbo e Grillo. La linea è inoltre impreziosita da un interessante blend ispirato alla Rive Gauce di Bordeaux ma in chiave mediterranea, ottenuto da Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.

Terroir dei vini di Barone di Serramarrocco

I vigneti di Barone di Serramarrocco sono dislocati oltre 22 ettari vigneti con esposizioni variabili e altitudini che oscillano intorno ai  400 metri di altitudine.
Il clima qui è favorito dall’azione termoregolatrice del Mar Mediterraneo: la fresca brezza marina mitiga il caldo accarezzando le vigne nei mesi estivi, mentre il Monte Erice le protegge d’inverno dai venti del nord, e le altitudini favoriscono delle buone escursioni termiche, provvidenziali per la finezza aromatica delle uve.

I terrenidove nascono i vini di Barone di Serramarrocco sono composti da matrici argillose e calcaree particolarmente ricchi di micronutrienti minerali.

Queste caratteristiche pedoclimatiche dei vigneti di Barone di Serramarrocco sono estremamente favorevoli per un’ottima maturazione delle uve, e per la realizzazione di vini di grande struttura, nerbo e carattere, in particolar modo per varietà come quelle autoctone della Sicilia.

E i vitigni tradizionali sono i protagonisti della produzione dei vini di Barone di Serramarrocco, che nell’areale trapanese trovano un habitat ideale, dando vita a vini ricchi, intensi e dalla grande espressività olfattiva che esaltano in particolar modo i timbri minerali sapidi, i profumi profondi.

Filosofia dei vini di Barone di Serramarrocco

Il legame con la tradizione vinicola siciliana e in particolar modo trapanese, è sicuramente un elemento chiave nella produzione dei vini di Barone di Serramarrocco. La tradizione tuttavia, come bene è stato appreso in Sicilia, per essere efficace non può prescindere dalla dialettica con il presente.

Per questo motivo Barone di Serramarrocco vinifica quasi esclusivamente vitigni appartenenti alla tradizione siciliana adottando tecniche enologiche moderne, massimizzando la potenzialità offerta dal territorio di Trapani.
Altro aspetto imprescindibile per la produzione vini di Barone di Serramarrocco è il pieno rispetto della biodiversità e la sostenibilità ambientale.

L’azienda infatti opera un’agricoltura biologica, anche se non certificata, adottando scelte dal minimo impatto ambientale. Barone di Serramarrocco è inoltre una delle prime aziende della Sicilia occidentale ad aver sperimentato una viticoltura di qualità adottando una minore produzione di uve a ceppo e maggiore densità per ettaro (in certi casi anche 9000 ceppi per ettaro). Una strategia che rappresenta una novità in questo territorio, ma che è stata ampiamente sperimentata con successo da prestigiose aziende di Bordeaux ma anche della Sicilia Orientale.

Vini di Barone di Serramarrocco

La produzione dei vini di Barone di Serramarrocco rispecchia la tradizione dei vini del Trapenese.

Particolarmente interessanti tra i vini il Barone di Serramarrocco, a base Pignatello, che rappresenta il fiore all’occhiello della produzione, realizzata a partire dai vigneti più vocati dell’azienda.

Si tratta di un vino coraggioso e di rara eleganza che scommette sulla valorizzazione del carattere varietale del Pignatello. Il Barone di Serramarrocco incalza al naso con profumi eloquenti floreali e fruttati, arricchiti dalle spezie dolci delle barriques di Troncais sapientemente integrate.

Tra i vini rossi di grande interesse anche il Serramarrocco, una sorta d’interpretazione siciliana del taglio bordolese a base Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Si tratta di un vino voluminoso, dal sensazionale corredo polifenolico e da profumi fruttati penetranti,  impreziositi da timbri di torrefazione e sfumature balsamiche.

Di grande interesse anche l’ottimo vino bianco ‘Grillo del Barone’ un vino di grande sapidità che spande penetranti sensazioni di frutti esotici e a polpa gialla, “nuances” floreali di camomilla, e impreziosite da suggestioni di salsedine.

Tra i vini bianchi spicca ancheil ‘Quojane di Serramarrocco’ a base Zibibbo, un vino biancodisensazionale struttura ed avvolgenza, che tratteggia al naso seducenti note agrumate, e di frutti tropicali affiancati da finocchietto selvatico e riminiscenze di macchia mediterranea.

Tra gli altri vini di Barone di Serramarrocco vi è il Sammarcello, ottenuto da Pignatello.  Si tratta del un vino rosso più rappresentativo dell’azienda:  longilineo e floreale, molto scorrevole e immediato al palato. Ideale nell’abbinamento con antipasti a base di salumi e formaggi siciliani.La produzione dei vini di Barone di Serramarrocco si chiude con due vini dall’ottimo potenziale gastronomico come il Baglio di Serramarrocco e il Nero di Serramarrocco, entrambi a base Nero d’Avola, immancabile vitigno autoctono siciliano.

Tutti vini di  grande carattere, che contemperano grande finezza olfattiva, sapidità e ricchezza al palato. Una testimonianza ancora una volta delle grandi potenzialità espressive del terroir del Trapanese.

I vini più buoni bevuti nel 2020

Fonte: La Valigia di Gio

Quali sono – a mio parere – i vini più buoni bevuti quest’anno?

È stato un 2020 veramente da dimenticare, difficile sotto ogni punto di vista, sia per le persone che si è portato via, sia per i danni economici causati a tutti i livelli, tra gli altri anche al settore enogastronomico. Sono saltate tutte le fiere più importanti e le degustazioni sono state una rarità. Fortunatamente, qualcosa si è riuscito a fare ed – attrezzandomi anche personalmente – ho avuto l’occasione di provare delle autentiche meraviglie.

Qui di seguito un po’ di ricordi che più mi sono rimasti nel cuore e un elenco dei vini più buoni bevuti nel 2020 che vi consiglio di provare non appena ne avrete occasione.

Vini più buoni bevuti nel 2020 sopra i 20€

  • Passito di Pantelleria 2010 Salvatore Murana
  • Champagne Ayala Brut majeur
  • Pinot Noir Barda Patagonia 2018 Bodega Chacra
  • Bolgheri Rosso 2013 Le Serre Nuove dell’Ornellaia Ornellaia
  • Chardonnay 2009 La Bora di Kante Azienda Agricola Kante
  • Taurasi 2015 DueCape De’ Gaeta
  • Passito di Pantelleria Ben Ryé 2012 Donnafugata
  • Bolgheri Superiore 2011 Guado de’ Gemoli Giovanni Chiappini
  • Cinqueterre 2016 Forlini Cappellini
  • Champagne Brut Reserve Blanc de blancs Chouilly Grand Cru Vazar Coquart & Fils
  • Lacryma Christi Vesuvio Vigna del Vulcano 2002 Villa Dora
  • Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot Rosso Toscana 1998 Tenuta di Trinoro
  • Cabernet Franc, Merlot, Rosso Toscana 2018 Tenuta di Trinoro
  • Montepulciano Petit Verdot 2016 Confie’ Doganieri Miyazaki
  • Cabernet Sauvignon Cabernet Franc SERRAMARROCCO 2012 Barone di Serramarrocco Azienda Agricola.
  • Pignatello BARONE DI SERRAMARROCCO 2012 – Barone di Serramarrocco Azienda Agricola
  • Taurasi V. Macchia dei Goti 2016 Antonio Caggiano
  • Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut 2015 Pietro Torti

Antichi vitigni sulle terre rosse “pignatidare”

Fonte: Il Messaggero – 12 Gennaio 2021 – Pubblicato online su Bibenda

Il progetto vinicolo di Marco di Serramarrocco è decollato nel 2000, quando ha scelto di fare il vignaiolo rinunciando alla professione di broker finanziario per guidare l’azienda di famiglia, collocata tra l’antico sito di Segesta e il mare. Discendente dei Baroni Marrocco Trischitta, grandi appassionati di vini di Bordeaux, ha impiantato, dopo attenti studi, dei cloni selezionati a Pauillac, recuperato vecchi impianti di viti bordolesi e sulle “pignatidare”, terre rosse ricche di ossido di ferro e argille, con cui si producono le tipiche pentole di terracotta, ha messo a dimora nuovi ceppi di Pignatello. Il vino che ne deriva è di un bel rosso rubino compatto e di ottima consistenza. Profilo olfattivo di grande impatto: violette, ribes e more, humus e rosmarino, note balsamiche e di tabacco. Convince per struttura e pienezza, ricco, di calibrato apporto calorico, scansione tannica precisa e carezzevole. Tagliata di fiorentina al rosmarino.

Barone di Serramarrocco 2018
Rosso Igp – Pignatello 100% – € 38 – 5 Grappoli: l’Eccellenza di Bibenda

wineafterwine.it – Barone di Serramarrocco

Fonte: https://www.wineafterwine.it/barone-di-serramarrocco/

La cantina Barone di Serramarrocco sorge in una delle aree più vocate della Sicilia, alle pendici del monte Erice in provincia di Trapani. Un’azienda giovane, nata nel 2001 grazie a Marco di Serramarrocco, che dopo una carriera come Lloyd’s broker a Londra decise di ritornare nella terra natia per avviare un ambizioso progetto di recupero dell’ex feudo fondiario, concesso in Baronìa ai suoi avi nel corso del XVII° secolo, dal Re Filippo IV di Spagna e di Sicilia. Un lavoro scrupoloso e appassionato, preceduto da uno studio di zonazione, ha portato alla messa a dimora degli attuali 22 ettari vitati, nei quali trovano valorizzazione le varietà tipiche dell’area come il Nero d’Avola, il Pignatello, lo Zibibbo e il Grillo, oltre a Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Un patrimonio viticolo suddiviso in 6 vigneti – dei crus a tutti gli effetti – accumunati dalla medesima quota altimetrica (a circa 325 metri sul livello del mare), ma differenti per tessitura e composizione minerale dei suoli: condizioni che hanno portato all’identificazione del terroir più idoneo per ognuna delle cultivar sopra citate. Vigneti lavorati secondo i principi della sostenibilità, facendo ricorso ai soli trattamenti a basso impatto ambientale. Altro aspetto importante è l’alta densità d’impianto dei filari, che si traduce in una contenuta resa per ettaro e quindi in una maggiore qualità. Le vendemmie sono eseguite rigorosamente a mano, così da selezionare meticolosamente i grappoli per poi trasportarli in cantina integri e al massimo del potenziale. Una cantina dove tradizione e innovazione si fondono armoniosamente, allo scopo di ottenere vini dalla sincera espressività varietale e soprattutto territoriale, nel rispetto di una filosofia aziendale che mira da sempre all’eleganza.

Sicilia Grillo Doc GRILLO DEL BARONE 2019

100% Grillo

Paglierino dall’ottima carica cromatica, luminoso e vivo. Al naso i profumi di acacia e biancospino anticipano le suggestioni di zagara, scorza di cedro e agrumi, il miele e la mandorla dolce, infine il timo selvatico. In sottofondo emerge un tocco di pietra focaia. In bocca è apprezzabile il corpo, l’estratto, e conferma quanto percepito in olfazione. La scena è condotta dall’acidità, che ha il  sapore di polpa e scorza d’agrume, unita alla sapidità minerale.

Terre Siciliane Bianco Igt QUOJANE DI SERRAMARROCCO 2019

100% Zibibbo

Giallo paglierino dai giovanili riflessi verdolini. Si presenta con una notevole forza aromatica floreale e fruttata, di lavanda e citronella, buccia di limone, passion fruit e lime, fino a lambire le sfumature esotiche di papaya, poi ancora la salvia e la mentuccia. Bocca di pari potenza e coerentemente  persistente, più sapida che fresca, capace di conquistarci grazie alla fusione tra l’agrumato e il balsamico.

Sicilia Nero D’Avola Doc BAGLIO DI SERRAMARROCCO 2018

100% Nero d’Avola

Rosso rubino di media carica cromatica, brillante e luminoso, dalle sfumature granato. Naso croccante e goloso con note di ribes e marasca, fresia e viola, su uno sfondo di pasta di mandorla e limatura di ferro. La freschezza anticipata al naso si materializza in bocca arricchendosi al gusto di semi di melograno. Ottima la lunghezza, sul finale diviene ammandorlato, minerale e balsamico.

Terre Siciliane Igt SAMMARCELLO 2016

100% Pignatello

Rubino profondo dalle sfumature porpora al bordo. Naso intenso, floreale in prima battuta con note di peonia e viola, seguite dai profumi di marasca, cassis, susina, chiodo di garofano e tè nero.  Assaggio succoso, giustamente carnoso, ma nel segno della freschezza gustativa senza rinunciare ad un tannino dal grip moderato. Persistente, dal finale di incenso ed eucalipto.

Terre Siciliane Igt SERRAMARROCCO 2014

85% Cabernet Sauvignon, 15% Cabernet Franc

Rosso rubino denso e profondo, dai primi riflessi granato. Frutti carnosi, mora, prugna e confettura di marasca in primo piano. Note di rosa macerata, peperone giallo grigliato, tabacco, cacao e spezie dolci, vanno ad arricchire un profilo olfattivo che si amplia con il passare del  tempo. In bocca cambia la caratura del frutto che risulta più fresco. Marcatamente sapido, dai tannini raffinati e integrati nel corpo.

Terre Siciliane Pignatello Igt BARONE DI SERRAMARROCCO 2014

100% Pignatello

Rubino di grande intensità colorante, apre su note di ciliegia e prugna in confettura seguite da sensazioni di viola macerata, peonia, carrube, macis e garriga. Assaggio nel complesso bilanciato, tra calore da un lato e tannino serrato supportato da un’ innata sapidità dall’altro. La freschezza vestita di ribes e  lampone appare a sprazzi ravvivandolo.

www.baronediserramarrocco.it
Via Alcide de Gasperi 15
91100 Trapani (TP)
e-mail: mail@baronediserramarrocco.com

Alla prossima!!!

Migliori Vini Siciliani: i “Cinque Grappoli” della Guida Bibenda 2021

Fonte: SiciliaFan

  • La nuova Guida Bibenda è uscita lunedì 30 novembre ed è anche disponibile l’applicazione gratuita, per iOS e Android.
  • Sono presenti le schede di 2.200 aziende per un totale di 29.000 vini.
  • Ecco quali sono le etichette siciliane che hanno conquistato i “Cinque Grappoli”, cioè il massimo riconoscimento.

Gli ultimi mesi del 2020 stanno proponendo ad appassionati di buon cibo e vino tante pubblicazioni. Dopo le nuove guide firmate Michelin e Gambero Rosso, è la volta della Guida Bibenda 2021, disponibile dal 30 novembre 2020. La pubblicazione della Fondazione Italiana Sommelier ha raccolto le schede di 20200 aziende per 29.000 vini, 2000 ristoranti, le migliori grappe, i migliori oli. La pubblicazione ci fornisce un quadro delle eccellenze della nostra Isola: possiamo così scoprire i migliori vini siciliani secondo Bibenda 2021. Si tratta dei vini che hanno conquistato i “Cinque Grappoli” e sono in totale 41.Leggi Anche:

Due vini siciliani premiati con la Gran Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles 2020

Migliori Vini Siciliani secondo Bibenda 2021: Cinque Grappoli

  • ABBAZIA SANTA ANASTASIA
    Litra 2017
  • AGRICOLA OCCHIPINTI
    Il Frappato 2018
    Vino di Contrada FL 2017
  • AL-CANTARA
    Etna Rosso O’Scuro O’Scuro 2017
  • ALESSANDRO DI CAMPOREALE
    Sicilia Syrah Kaid Vendemmia Tardiva 2019
  • BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO
    Sicilia Nero d’Avola Lu Patri 2018
  • BARONE DI SERRAMARROCCO
    Barone di Serramarrocco 2018
  • BENANTI
    Etna Bianco Contrada Cavaliere 2018
  • CALABRETTA
    Vecchie Vigne 2011
  • CANTINE COLOSI
    Malvasia delle Lipari Passito Najm 2016
  • CENTOPASSI
    Tendoni di Trebbiano 2018
  • COTTANERA
    Etna Rosso Contrada Zottorinoto Riserva 2016
  • CUSUMANO
    Sicilia Rosso Sàgana Tenuta San Giacomo 2017
  • DONNAFUGATA
    Passito di Pantelleria Ben Ryé 2017
  • FEUDO MONTONI
    Sicilia Nero d’Avola Vrucara 2016
  • FLORIO
    Marsala Superiore Semisecco Ambra Donna Franca Riserva
  • MARABINO
    Moscato della Torre 2019
  • MARCO DE BARTOLI
    Passito di Pantelleria Bukkuram Padre della Vigna 2014
  • GIROLAMO RUSSO
    Etna Rosso Feudo di Mezzo 2018 Etna Rosso Feudo 2018
  • GRACI
    Etna Rosso Arcurìa 2018
    Etna Rosso Feudo di Mezzo 2018
  • GULFI
    NeroSanloré 2017
  • HAUNER
    Malvasia delle Lipari Passito Selezione Carlo Hauner 2017
  • PALARI
    Rosso del Soprano 2017
  • PALMENTO COSTANZO
    Etna Rosso Nero di Sei 2016
  • PAOLO CALI’
    Cerasuolo di Vittoria Forfice 2016
  • PASSOPISCIARO VINI FRANCHETTI
    Contrada P 2018
  • PIETRADOLCE
    Etna Rosso Vigna Barbagalli 2017
  • PLANETA
    Sicilia Menfi Chardonnay 2018
  • PUPILLO
    Siracusa Moscato Passito Solacium 2018
  • SOLIDEA
    Passito di Pantelleria 2019
  • TENUTA CAPOFARO TASCA D’ALMERITA
    Didyme 2019
  • TENUTA DELLE TERRE NERE
    Etna Rosso Calderara Sottana 2018
  • TENUTA DI CASTELLARO
    Nero Ossidiana 2017
  • TENUTA DI FESSINA
    Etna Bianco A’ Puddara 2018
  • TENUTA REGALEALI TASCA D’ALMERITA
    Sicilia Contea di Sclafani Rosso del Conte 2016
  • TENUTA TASCANTE TASCA D’ALMERITA
    Etna Rosso Contrada Sciaranuova Vigna Vecchia 2017
  • TERRA COSTANTINO
    Etna Rosso Contrada Blandano Riserva 2016
  • TERRAZZE DELL’ETNA
    Brut Rosé 50 mesi 2015

Barone di Serramarrocco: la scommessa dell’alta densità in provincia di Trapani

Fonte: A Tutto Vino

Nel 2002 inizia il progetto di riordino fondiario del fulcro dell’ex feudo reale, appartenuto a Sua Maestà il Re Filippo IV di Spagna e di Sicilia, concesso alla famiglia Serramarrocco. In questo podere storico, il Barone ha deciso di rispolverare una storia già impressa nelle radici di questa splendida terra. Come una fenice, quindi, torna con grande maestria la produzione vitivinicola grazie al Barone Marco di Serramarrocco. Sebbene il sogno di creare un’azienda vinicola fosse del padre, ci pensò l’attuale Barone ad esaudirlo, dopo quindici anni passati all’estero. La Tenuta conta 55 ettari di cui 20 a vigneto. Lo straordinario territorio siciliano è il grado di esprimere molteplici biodiversità, tanto da creare vini dalle caratteristiche molto differenti ma uniche nel loro genere.

L’azienda gode di una particolare posizione panoramica con vista sulle bellissime Isole Egadi e sul bosco della Montagna Grande. Immaginate di trovarvi immersi in quella tipica media collina siciliana dove, tra una macchia e l’altra, il mare fa capolino; siamo ad Erice (Trapani), nella Sicilia delle leggende. Su questo terreno, dove il mitico gigante Eryx si scontrò con Eracle (Ercole), avviene oggi una viticoltura di qualità, derivante da un medio impasto calcareo – argilloso, parzialmente limoso e ricco di scheletro.

Crus, produzione e tecniche

Riconosciuta dalla Regione Sicilia come prima Erice D.O.P della provincia di Trapani, la Vigna di Serramarrocco si distingue in sei crus così denominati: Vigna del Capitano, Sammarcello,Sammichele,Sakkara, Quojane e Baglio. La superficie vitata è di circa 22 ettari ed è caratterizzata da terreni molto fertili. Gli appezzamenti, coltivati nella maggior parte con sistemi di allevamento ad alta densità per ettaro che variano dai 6250 ai 9524 ceppi per ettaro, sono destinati a una produzione di bassa resa, tale da garantire la massima estrazione qualitativa delle singole vigne. Ad oggi, i vitigni coltivati sono: Pignatello, Nero d’Avola, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Zibibbo, Grillo ed altre varietà autoctone a scopo sperimentale. Le uve di ogni vigneto vengono vinificate separatamente in vasche d’acciaio con lunga macerazione, ad una temperatura controllata di 26-28°c, dove il contatto prolungato delle vinacce con il mosto permette la massima estrazione del contenuto delle bucce, delle sostanze tanniche e dei pigmenti degli antociani, che consentiranno al vino un lungo invecchiamento e stabilità nel tempo.

I vini prodotti con le uve a bacca rossa raccolte nella Vigna del Capitano e nei vigneti di Sammarcello, Sammichele e Sakkara, vengono elevati in barriques di rovere Troncais di Allier di primo e secondo passaggio della capacità di 300lit, per un periodo che varia dai 6 ai 18 mesi secondo la tipologia e l’annata. Tale processo di affinamento avvia la “microssigenazione” che consente al vino di assumere naturalmente la giusta quantità di ossigeno mediante l’intervento dell’acetaldeide, che attiva la combinazione degli antociani con i tannini la cui polimerizzazione, stabilizza il colore e l’equilibrio del vino, garantendone la conservazione del patrimonio organolettico originario e la sua longevità.

I vini non vengono necessariamente filtrati e, qualora necessario, tale processo viene effettuato con estrema moderazione al fine di preservare la complessità strutturale di ogni tipologia. Alla fermentazione alcolica segue la fermentazione malolattica che viene favorita mantenendo il vino ad una temperatura intrno ai 20°c in vasche di acciaio termo-condizionante.

Vini

Il podio, in cantina, è riservato al Barone di Serramarrocco, eccellente espressione del Pignatello in purezza, rara ed antica varietà del territorio Trapanese. Elevato in tonneaux nuovi di Troncais Allier da 500lit. di secondo passaggio e media tostatura per 18 mesi, affinamento in bottiglia di 10 mesi: prima annata 2006. Altra grande bottiglia è il Nero di Serramarrocco, rosso mediterraneo e tipica espressione del Nero d’Avola che lo compone in purezza. Elevato in tonneaux di Trocais di Allier di 500lit. di secondo passaggio e media tostatura per 8 mesi, affinamento in bottiglia di 6 mesi: prima annata 2002. L’ultima menzione è riservata per il Quojane di Serramarrocco, Zibibbo in purezza e vinificato secco.