Il vino per questa (torrida) estate è rosso bianco o rosé? Winenews chiede agli esperti

Fonte: InStoreMag.it – By Anna Muzio 

Quella che stiamo vivendo è una delle estati più calde di sempre. E rischia di condizionare anche le scelte degli enoappassionati. Che sono portati a rinunciare ai vini rossi, magari leggermente refrigerati, a vantaggio di bianchi ghiacciati. Ma è l’unica scelta possibile? Winenews, uno dei portali più noti dell’enologia italiana, ha chiesto tre vini dell’estate (una bollicina, un bianco e un rosso) e una tendenza ad alcune delle migliori enoteche italiane. E i risultati sono spesso sorprendenti.

Si parte dalla Sicilia, dove l’enoteca Picone di Palermo suggerisce uno spumante metodo classico da servire freddo, uno Zibibbo o comunque un vino da vitigno aromatico, che freddo dà il meglio di sé, e tra i rossi il Rossojbleo 2016 della Cantina Gulfi, una versione particolarmente approcciabile del Nero d’Avola della Sicilia sud orientale, pur conservandone in pieno l’espressione varietale e l’identità territoriale.

All’enoteca Partenopea, a Napoli scelgono il Blanc de blancs di Monterossa, un classico Franciacorta, un Müller Thurgau e un Lago di Caldaro Tenute Manincor (Kaltarersee Keil). Poi giocano il jolly di un Riesling pétillant.

A Roma all’enoteca Trimani il titolare Francesco Trimani suggerisce un Brut da Riesling, il Peu Moussant di Le Fracce nell’Oltrepò Pavese, una Passerina 2016 Costa Graia, (una “brillante rappresentazione del territorio e dei suoi sapori”) e l’Aglianico Le Nuvole Franco che “è una voce nuova nel mondo dei rossi, vinificato in cemento, mantiene quasi intatte le caratteristiche del vitigno” e inoltre fa parte di un progetto di sostegno a ragazzi disabili, motivo in più per avvicinarcisi (Francesco consiglia di berlo rinfrescato). Trimani suggerisce di tenere d’occhio anche il Rossese di Dolceacqua Terre Bianche 2015.

A Montalcino Bruno Dalmazio, titolare dell’enoteca Dalmazio, fa la sua lista: un Franciacorta bello freddo, un Vermentino, e un Pinot Nero. Dalmazio punta forte anche sull’Etna Rosso, vino con caratteristiche forti ma comunque versatile e apprezzato dai winelovers.

Alla Vinoteca al Chianti, a Impruneta, consigliano uno Champagne, un bicchiere di Verdicchio per gli amanti del bianco e un Frappato Doc per chi non vuole rinunciare al rosso. Un vino tipicamente estivo è il Quojane di Barone di Serramarocco, uno Zibibbo secco.

Scelta tutta di territorio a Reggio Emilia, all’enoteca Il Cantinone di Toano: il Brina d’Estate Tenuta Ajano Brut Colldi di Scandiano, un Pignoletto frizzante e il Lambrusco Ottocentorosa di Albinea Canali. E come outsider il bianco Solata delle Cantine Cardinali.

Tappa a Verona, all’Antica Bottega del Vino. Anche qui sulle bollicine si va sul sicuro: un buon Champagne. Tra i bianchi un Durello “tranquillo”, bianco tipico delle colline tra Verona e Vicenza, e per i rossi un Valpolicella Superiore. La tendenza dell’estate 2017 è invece il Bourgogne Aligote, Cuvée des Quatres Terroires della cantina Domaine Chevrot, un classico bianco francese.

A Trento, all’Enoteca Grado 12 “spingono” un Trentodoc, il brut nature millesimato di Marco Tonini, l’Incrocio Manzoni Castel San Michele 2016 di Fondazione E. Mach, bianco strutturato e il Pinot Nero 2015 di Pojer e Sandri, un rosso profumato di frutti di bosco. La scelta extra è il Santa Maddalena Classico 2016, di Georg Ramoser.

Milano: all’enoteca Cantine Isola sulle bollicine vanno sul metodo classico, l’extra brut’ di Albino Maria Cavazzuti, prodotto in provincia di Modena. Il bianco viene dal Friuli, la Malvasia Chioma Integrale 2015 dei Vignaioli da Duline. Tra i rossi fa il bis il Lago di Caldaro delle Tenute di Manincor. Scelta del cuore un Cannonau Rosato dalla Sardegna, magari quello delle Cantine Aru a Iglesias.

Restiamo nell’hinterland milanese e spostiamoci a San Giorgio su Legnano. Giovanni Longo, dell’enoteca Longo, suggerisce il Franciacorta Villa Crespia dei Fratelli Muratori, il San Vincenzo delle Cantine Anselmi, un blend di Chardonnay e Sauvignon, e, tra i rossi, un Trentino Superiore di Isera, il Marzemino della cantina De Tarczal. Inoltre Longo crede molto nei rosati e suggerisce un Salento Rosato Igp della cantina Michele Calò e figli.

Ancora Lombardia, ancora fan del rosato. A Cantù, all’Enoteca La Barrique, sono convinti dell’imminente successo di questa tipologia e suggeriscono anche loro di tenere d’occhio il Salento. Per il resto il trio estivo prevede un Prosecco Valdobbiadene, un Collio Friulano e un Lambrusco o un Valpolicella per il rosso.

Si finisce ad Alba, dove all’Enoteca Grandi Vini propongono una scelta tutta regionale: come bollicina un Alta Longa della cantina Ettore Germano, dalla spuma fine che rinfresca la bocca; come bianco il Nascetta di Elvio Cogno; e come rosso Il rosso, il Freisa d’Asti, fresco e amabile. E il trend? Anche qui Piemonte: il Nebbiolo d’Alba 2010.

Il classico piace sempre ma la nuova tendenza è il rosato

«I classici – tira le fila Andrea Terraneo, presidente di Vinarius, Associazione Enoteche Italiane – vendono sempre. Abbiamo notato solo una leggera tendenza verso vini meno aromatici, non eccessivamente fruttati ma piacevoli in bocca. Un ritorno, per i vini bianchi, a vini con una maggiore acidità».

Per le bollicine “si registra una tendenza a Prosecchi meno zuccherini. Quando consigliamo un Brut, il riscontro è positivo, rimangono tutti soddisfatti”.

E poi c’è il mondo del rosato, che sta crescendo prepotentemente. «Crediamo molto nei rosé – dice Terraneo – è un prodotto che va ancora coltivato. Solo da qualche anno si è capito il valore e la diversità che ha questo vino, e stiamo cominciando a far capire che è un universo molto vario. Esistono rosati delicati e leggeri, ma anche più rotondi e pungenti». Insomma, l’universo rosa non è più soltanto femminile.

I vini siciliani a cui non potrete rinunciare. Dodici bianchi da assaggiare almeno una volta

Fonte: Cronache di Gusto

Pubblicato in Vini E Territori il 28 Aprile 2017

di Federico Latteri

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei vini siciliani. I nostri assaggi si sono susseguiti in tutte le province e abbiamo cercato di darvi un quadro prezioso e importante sulla situazione enologica siciliana, scegliendo e selezionando, talvolta, anche qulle produzioni di nicchia, di poche bottiglie, che meritano, però, di essere assaggiate almeno una volta. 

Di seguito trovate una selezione di 12 bianchi che bisogna provare. Non troverete nessuna etichetta dell’Etna, non perché non meritassero. Anzi. Ma stiamo quasi completando la nostra Guida ai Vini dell’Etna. E avremo modo di parlarne più in là. Intanto ecco la lista dei top 12, secondo noi

Doc Siracusa bianco Cyane 2015 – Pupillo
Da uve Moscato bianco dei vigneti di contrada Targia a Siracusa, un vino floreale, aromatico e, nello stesso tempo, fine e delicato. Di rara piacevolezza, è sicuramente un’esperienza da non perdere.

Quojane di Serramarrocco 2015 – Barone di Serramarrocco
E’ fatto con uve zibibbo provenienti da vigna delle Quoiane, all’interno della tenuta del Barone di Serramarrocco. Intenso e territoriale, riesce ad unire le note floreali tipiche del vitigno con affascinanti sentori di macchia mediterranea ed erbe aromatiche.

Catarratto 2015 – Barraco
Spontaneo, diretto, agrumato, speziato. Fatto da un artigiano del vino il cui obiettivo non è ottenere un prodotto perfetto, ma qualcosa di originale che rispecchi al massimo il territorio di provenienza, l’estremità occidentale della Sicilia.

Bianco Pomice 2015 – Tenuta di Castellaro
Si tratta di un bianco secco fatto sull’isola di Lipari con Malvasia più una quota minore di Carricante. E’ fresco, leggermente agrumato, mediterraneo, salmastro, persistente. Un’ottima etichetta, ricca di personalità. 

Doc Sicilia Shiarà 2015 – Castellucci Miano
E’ uno dei bianchi di riferimento tra quelli prodotti con uve Catarratto. I vigneti si trovano sulle pendici delle Madonie nel territorio di Valledolmo, ad un’alltitudine compresa tra 950 e 1050 metri. Presenta viva acidità, ottima struttura, intensità e buon potenziale evolutivo. 

Eughenes Catarratto Lucido 2016 – Sibiliana
Sibiliana è il brand di alta qualità di Cantine Europa, grande realtà produttiva del territorio trapanese. Fine, fruttato, ben articolato, accompagnerà in maniera perfetta tantissimi piatti della cucina di mare.

Doc Sicilia Santagostino Baglio Sorìa Bianco 2015 – Firriato
Da uve Catarratto e Chardonnay dei vigneti di Baglio Sorìa nell’agro trapanese. Caratterizzato da ricche note fruttate, è consistente, equilibrato, persistente. Ottimo con le carni bianche e i formaggi freschi.

Iancura 2015 – Hauner
Prodotto dall’azienda più conosciuta delle Isole Eolie da uve Malvasia delle Lipari più un saldo di Insolia. E’ molto fresco, dinamico, fruttato, marino, finemente aromatico. Ottimo come aperitivo e con la cucina di pesce, sarà un compagno ideale nelle gite in barca e nelle cene in riva al mare.

Marzaiolo 2015 – Riofavara
E’ un bianco che proviene da un’area conosciuta soprattutto per la produzione di rossi da Nero d’Avola, il territorio della Val di Noto. Si tratta di un blend di Insolia, Grecanico e Moscato bianco. Offre in maniera elegante e lineare la ricchezza della frutta gialla matura.

Contrasto del Bianco 2013 – Augustali
Un vino originalissimo fatto da Vincenzo Bambina con uve Vermentino più un 10 % di Catarratto coltivate nella tenuta di Alcamo. Floreale, piacevolmente erbaceo, leggermente balsamico, ma anche consistente. Davvero ben fatto.

Dop Sicilia Maria Costanza Bianco 2016 – Milazzo
Viene prodotto nel territorio di Campobello di Licata in provincia di Agrigento da uve Insolia e Chardonnay. Floreale, vegetale, esotico, si distingue per la grande bevibilità e la versatilità negli abbinamenti. 

Saharay Catarratto 2015 – Porta del Vento
Ci troviamo a Camporeale, nell’entroterra dalla provincia di Palermo. Il Saharay è un prodotto molto particolare il cui processo di vinificazione prevede una lunga macerazione sulle bucce. Il risultato è un vino complesso, maturo, consistente, persino tannico. 


LEGGI QUI I DIECI GRILLO IMPERDIBILI 

LEGGI QUI I DODICI NERO D’AVOLA IMPERDIBILI


I vini siciliani a cui non potrete rinunciare/3 Dodici bianchi da assaggiare almeno una volta

Fonte: Cronache di Gusto

Pubblicato in Vini E Territori il 28 Aprile 2017 – di Federico Latteri

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei vini siciliani. I nostri assaggi si sono susseguiti in tutte le province e abbiamo cercato di darvi un quadro prezioso e importante sulla situazione enologica siciliana, scegliendo e selezionando, talvolta, anche qulle produzioni di nicchia, di poche bottiglie, che meritano, però, di essere assaggiate almeno una volta. 

Di seguito trovate una selezione di 12 bianchi che bisogna provare. Non troverete nessuna etichetta dell’Etna, non perché non meritassero. Anzi. Ma stiamo quasi completando la nostra Guida ai Vini dell’Etna. E avremo modo di parlarne più in là. Intanto ecco la lista dei top 12, secondo noi

Doc Siracusa bianco Cyane 2015 – Pupillo
Da uve Moscato bianco dei vigneti di contrada Targia a Siracusa, un vino floreale, aromatico e, nello stesso tempo, fine e delicato. Di rara piacevolezza, è sicuramente un’esperienza da non perdere.

Quojane di Serramarrocco 2015 – Barone di Serramarrocco
E’ fatto con uve zibibbo provenienti da vigna delle Quoiane, all’interno della tenuta del Barone di Serramarrocco. Intenso e territoriale, riesce ad unire le note floreali tipiche del vitigno con affascinanti sentori di macchia mediterranea ed erbe aromatiche.

Catarratto 2015 – Barraco
Spontaneo, diretto, agrumato, speziato. Fatto da un artigiano del vino il cui obiettivo non è ottenere un prodotto perfetto, ma qualcosa di originale che rispecchi al massimo il territorio di provenienza, l’estremità occidentale della Sicilia.

Bianco Pomice 2015 – Tenuta di Castellaro
Si tratta di un bianco secco fatto sull’isola di Lipari con Malvasia più una quota minore di Carricante. E’ fresco, leggermente agrumato, mediterraneo, salmastro, persistente. Un’ottima etichetta, ricca di personalità. 

Doc Sicilia Shiarà 2015 – Castellucci Miano
E’ uno dei bianchi di riferimento tra quelli prodotti con uve Catarratto. I vigneti si trovano sulle pendici delle Madonie nel territorio di Valledolmo, ad un’alltitudine compresa tra 950 e 1050 metri. Presenta viva acidità, ottima struttura, intensità e buon potenziale evolutivo. 

Eughenes Catarratto Lucido 2016 – Sibiliana
Sibiliana è il brand di alta qualità di Cantine Europa, grande realtà produttiva del territorio trapanese. Fine, fruttato, ben articolato, accompagnerà in maniera perfetta tantissimi piatti della cucina di mare.

Doc Sicilia Santagostino Baglio Sorìa Bianco 2015 – Firriato
Da uve Catarratto e Chardonnay dei vigneti di Baglio Sorìa nell’agro trapanese. Caratterizzato da ricche note fruttate, è consistente, equilibrato, persistente. Ottimo con le carni bianche e i formaggi freschi.

Iancura 2015 – Hauner
Prodotto dall’azienda più conosciuta delle Isole Eolie da uve Malvasia delle Lipari più un saldo di Insolia. E’ molto fresco, dinamico, fruttato, marino, finemente aromatico. Ottimo come aperitivo e con la cucina di pesce, sarà un compagno ideale nelle gite in barca e nelle cene in riva al mare.

Marzaiolo 2015 – Riofavara
E’ un bianco che proviene da un’area conosciuta soprattutto per la produzione di rossi da Nero d’Avola, il territorio della Val di Noto. Si tratta di un blend di Insolia, Grecanico e Moscato bianco. Offre in maniera elegante e lineare la ricchezza della frutta gialla matura.

Contrasto del Bianco 2013 – Augustali
Un vino originalissimo fatto da Vincenzo Bambina con uve Vermentino più un 10 % di Catarratto coltivate nella tenuta di Alcamo. Floreale, piacevolmente erbaceo, leggermente balsamico, ma anche consistente. Davvero ben fatto.

Dop Sicilia Maria Costanza Bianco 2016 – Milazzo
Viene prodotto nel territorio di Campobello di Licata in provincia di Agrigento da uve Insolia e Chardonnay. Floreale, vegetale, esotico, si distingue per la grande bevibilità e la versatilità negli abbinamenti. 

Saharay Catarratto 2015 – Porta del Vento
Ci troviamo a Camporeale, nell’entroterra dalla provincia di Palermo. Il Saharay è un prodotto molto particolare il cui processo di vinificazione prevede una lunga macerazione sulle bucce. Il risultato è un vino complesso, maturo, consistente, persino tannico.