Migliori 20 Cabernet Sauvignon Italiani

Fonte: italysfinestwines.it

Una lista con foto, descrizione e degustazione dei 20vini Cabernet Sauvignon italiani rapporto qualità prezzo. Dai Cabernet Sauvignon più famosi a quelli meno noti delle migliori aziende. 

Una lista con fotodescrizione e degustazione dei 20 migliori vini Cabernet Sauvignon italiani rapporto qualità prezzo. Dai Cabernet Sauvignon più famosi a quelli meno noti delle migliori aziende. 

Cabernet Sauvignon in Italia

ll Cabernet-Sauvignon è un vitigno a bacca rossa originario di Bordeaux capace di produrre vini di grande eleganza e longevità. E’ noto anche per l’assemblaggio con il Merlot nei tagli bordolesi, divenuti famosi in italia nella zona di Bolgheri. Il Cabernet Sauvignon in Italia è coltivato principalmente in Veneto, Sicilia, Toscana e minore parte, anche in Emilia Romagna, Friuli, Umbria e Trentino Alto Adige.

Per approfondire leggi l’articolo dedicato al Cabernet Sauvignon. 

Cabernet Sauvignon più famosi in Italia

Quali sono i vini Cabernet Sauvignon più famosi in Italia?

Il Cabernet Sauvignon in Italia ha dato vita agli ormai famosi e pluripremiati vini come per esempio il Sassicaia di Tenute San Guido (con percentuali di Cabernet Franc), il Darmagi di Gaja, il Coniale di Castellare di Castellina, il ‘Lupicaia di Castello del Terriccio, il Lafóa di Colterenzio, il Toren Riserva di Tiefenbrunner o il Collezione Privata e Collezione De Marchi di Isole e Olena, ma anche altri vini di grande qualità ma con prezzo più accessibile per tutti.

Vediamo quindi insieme una lista degli migliori 20 vini Cabernet Sauvignon italiani rapporto qualità prezzo e scopriamo le loro caratteristiche con la nostra degustazione in modo che ognuno possa trovare il migliore Cabernet Sauvignon adatto ai propri gusti.

MIGLIORI 20 CABERNET SAUVIGNON ITALIANI RAPPORTO QUALITÁ PREZZO

#3 Serramarrocco 2015 – Barone di Serramarrocco

Degustazione: Olfattivamente si svela complesso e fine delineando toni di mora di rovo matura e ciliegia sottospirito a cui si affiancano timbri speziati di pepe nero, cioccolato bianco, eucalipto, note di resina, torrefazione e una leggera riminiscenza di sottobosco. Al palato ha un sensazionale corredo polifenolico con dei tannini coinvolgenti, maturi e compatti che creano una dialettica appassionante con l’acidità vivace favorendo equilibrio, armonia e godibilità al sorso.

Un blend siciliano di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc voluminoso e dal carattere mediterraneo: balsamico e d’imperitura persistenza. Meritatamente tra i migliori Cabernet italiani.

Alcol: 13,5 %
Vitigni: Cabernet Sauvignon 85% Cabernet Franc 15 %
Regione: Sicilia (Trapani)

Prezzo indicativo: 30 €

Tignanello, Sassicaia, Monfortino e Gaja: i top lot in asta da Wannenes (2-3 dicembre)

Fonte: WineNews

I big d’Italia e Francia nel catalogo della casa d’aste (il reparto Wine & Spirits è seguito da Gelasio Gaetani d’Aragona), insieme al “Gambero Rosso”

Una rarissima Balthazar (12 litri) di Tignanello 2015 di Antinori, stimata tra i 5.000 ed i 7.000 euro, 6 bottiglie di Chateau Petrus 1985 (5.000/7.000 euro), una verticale di Sassicaia della Tenuta San Guido (1994-2014), stimata tra 3.800 e 4.200 euro, 6 bottiglie di Barolo Monfortino Riserva 2013 di Giacomo Conterno, tra 3.500 e 4.500 euro, una doppia magnum quotata tra 3.200 e 3.800 euro, passando per un lotto dei grandi vini di Gaja, annata 2014 (12 bottiglie tra Sorì San Lorenzo, Sorì Tildin e Costa Russi), con una stima tra 3.200 e 3.800 euro: sono alcuni dei top lot dell’asta “Wine & Spirits”, che andrà in scena il 2-3 dicembre, firmata dalla casa d’aste Wannenes, insieme al Gambero Rosso (con offerte esclusivamente via internet, per corrispondenza, mail e telefono).
Con tanti grandi nomi del vino italiano in catalogo, da Ornellaia a Montevertine, da Ferrari a San Leonardo, da Masseto a Casanova di Neri, da Dal Forno a Quintarelli, da Soldera a Biondi Santi, da Bruno Giacosa a Roberto Voerzio, da Valentini a Masciarelli, da Ceretto a Sandrone, da Conti Costanti ad Altesino, da Bertani a Castello Banfi, da Serramarrocco a Passopisciaro, da Rocca di Frassinello a Vietti, da Bartolo Mascarello ad Elio Altare, per citare alcuni nomi, passando per i grandi di Francia, come Château d’Yquem, Château Latour, Château Lafite Rothschild e Château Mouton Rothschild, con vecchie ed importanti annate, passando per rarità di Champagne di maison, come Dom Perignon, Louis Roederer e Ruinart, tra le altre.
Per i distillati spiccano una bottiglia d Bowmore del 1957 38 years old e una bottiglia del 1963 – 30 years old Anniversary, entrambe stimate tra 5.000 e 7.000 euro.
“Questo catalogo è una straordinaria occasione per conoscere la varietà del vino italiano. Una selezione ampia e quasi provocatoria nella sua volontà di esaltare la vitalità e la fantasia dell’enologia italiana e internazionale. Infine, il meglio di champagne, rum, grappe e whishy, che avvicineranno i grandi collezionisti ad autentiche rarità del variegato mondo dei distillati”, ha commentato Gelasio Gaetani d’Aragona, responsabile del Dipartimento Wine & Spirits di Wannenes.
“Sfogliando il catalogo della prossima asta promossa da Wannenes sembra di ripercorrere la storia della più importante tradizione vitivinicola italiana, che il Gambero Rosso, in oltre 30 anni di edizioni di Vini d’Italia, ha sempre raccontato in maniera puntuale. Sono molti i vini premiati con i nostri Tre Bicchieri – ha aggiunto Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso – un vero e proprio attestato di qualità che rappresenta una certezza anche per i numerosi buyers internazionali che partecipano alle vendite di questo genere. La partnership con Wannenes, in questo momento storico particolarmente complesso per il mondo del vino, è un’ulteriore azione da parte nostra verso la promozione e la valorizzazione di uno dei nostri patrimoni più prestigiosi”.

BIBENDA, CA' DEL BOSCO, FONDAZIONE ITALIANA SOMMELIER, GAJA, vino, Italia

“Bibenda 2021”: Gaja (6 etichette) e Cà del Bosco (4) le singole cantine al top

Fonte: WineNews

Nella guida della Fondazione Italiana Sommelier (Fis) di Franco Ricci tante conferme ma anche la grande fotografia di un’Italia del vino che cresce

BIBENDA, CA' DEL BOSCO, FONDAZIONE ITALIANA SOMMELIER, GAJA, vino, Italia

Franco Ricci, alla guida di Fondazione Italiana Sommelier (Fis) e Bibenda

Secondo la guida Bibenda 2021 della Fondazione Italiana Sommelier (Fis), guidata da Franco Ricci (disponibile dal 30 novembre), i grandi “maestri”, tra i produttori, restano nomi che hanno segnato la storia del vino italiano come Angelo Gaja, che con la sua cantina Gaja di Barbaresco mette insieme 6 etichette premiate con “5 Grappoli” (Barbaresco Sorì San Lorenzo 2017, Barbaresco Sorì Tildin 2017, Barolo Sperss 2016, Barbaresco Costa Russi 2017, Barbaresco 2017, Langhe Chardonnay Gaia & Rey 2018), e Maurizio Zanella, che con la sua creatura Cà del Bosco, riferimento del Franciacorta (oggi sotto il cappello del Gruppo Santa Margherita), ne colleziona 4 (Franciacorta Dosage Zéro Cuvée Annamaria Clementi 2010, Franciacorta Extra Brut Rosé Cuvée Annamaria Clementi 2010, Franciacorta Dosage Zéro Noir Vintage Collection 2011 e Il Merlot 2011), insieme ad altre grandi cantine premiate con tre “5 grappoli”, come Bruno Giacosa (Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2014, Barolo Falletto 2016, Barbaresco Asili 2017), Giacomo Conterno (Barolo Monfortino Riserva 2014, Barolo Arione 2016, Barolo Francia 2016) e La Spinetta (Barbaresco Campè 2016, Barbaresco Starderi Riserva 2009 e Barbaresco Valeirano Riserva 2009) dal Piemonte, o come Cantina di Terlano (Alto Adige Terlano Pinot Bianco Rarity Cuvée 2007, Alto Adige Terlaner Primo Grande Cuvée 2017 e Alto Adige terlaner Nova Domus Cuvée Riserva 2017), Cantina Tramin (Alto Adige Gewürztraminer Spätlese Epokale 2013, Alto Adige Bianco Stoan 2018 e Alto Adige Chardonnay Troy Riserva 2017) e San Michele Appiano (Alto Adige Bianco Appius 2015, Alto Adige Pinot Nero The Wine Collection Riserva 2016 e Alto Adige Sauvignon The Wine Collection 2016) dall’Alto Adige, scendendo al Sud, con Valentini (Montepulciano d’Abruzzo 2015, Trebbiano d’Abruzzo 2016 e Cerasuolo d’Abruzzo 2019) in Abruzzo e Tasca d’Almerita (Didyme 2019, Sicilia Contea di Sclafani Rosso del Conte 2016 e Etna Rosso Contrada Sciaranuova Vigna Vecchia 2017) in Sicilia. Ma tra in tanti “5 Grappoli”, tra tante conferme anche tra i territori più premiati (dalle Langhe a Montalcino, dalla Valpolicella al Chianti Classico, dalle Marche del Verdicchio all’Etna, per citare solo quelli con più premi), emerge un’Italia del vino che cresce in qualità, in tanti territori che cercano nuova luce, anche grazie al lavoro di tanti giovani aziende e produttori.
Un’Italia del vino che si muove, insieme a tutta l’enogastronomia, come racconta la stessa Bibenda 2021, che, da anni, mette in guida anche le migliori grappe e i migliori oli, oltre ai migliori ristoranti del Belpaese, che, di questi prodotti, poi, sono l’approdo naturale. Una guida, Bibenda 2021, che racconta anche alcune curiosità, come i “5 Grappoli” al debutto come produttore per il senatore Dario Stefàno, con il suo rosato di Puglia Tacco Rosa 2019, o l’eccellenza di tante griffe del vino italiano come produttrici di grappa (insieme a nomi storici del settore come Nonino, Nannoni, Berta, Segnana, oggi della famiglia Lunelli, per fare solo degli esempi), da Nord a Sud del Paese, con nomi come Donnafugata e Masciarelli, Fonterutoli e Carpenè Malvolti, Bortolomiol e Gaja, Bottega e Cantina Due Palme, per citarne alcune.

Focus – I vini eccellenti dItalia, i 5 Grappoli di Bibenda

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Barone di Serramarrocco
Barone di Serramarrocco 2018


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Leggi articolo intero:
https://winenews.it/it/bibenda-2021-gaja-6-etichette-e-ca-del-bosco-4-le-singole-cantine-al-top_429960/

L’eccellenza del vino siciliano e il barone Serramarrocco ospite al Rossini

Fonte: Quotidiano di Gela

Gela. Una lunga storia del vino iniziata nel 1624 e tramandata di generazioni in generazioni. Il Ristorante Rossini ospiterà l’eccellenza del vicino siciliano, riconosciuto in ambito enologico internazionale.

Giovedì 7 Febbraio alle 20,30 il maestro dei vini siciliani, il barone Marco di Serramarrocco, pronipote del nobiluomo Don Giovanni Antonio Marrocco y Orioles, aprirà alcune annate prestigiose del 2015, 2012, 2005, 2003 e 2011.

La Regione Sicilia ha voluto tutelare la produzione, riconoscendo per prima alla “Vigna di Serramarrocco” la Denominazione di Origine Protetta Erice.

Un ambiente dalle condizioni climatiche straordinarie favorisce la viticultura di qualità. Requisito che permette di limitare al massimo i trattamenti impiegando mano d’opera di provata esperienza. Come quella dei viticoltori anziani che praticano la cosiddetta vendemmia negativa, una selezione iniziale che scarta a prescindere i grappoli non ritenuti idonei per conferire al vino un’elevata qualità. In cantina l’attenzione è altissima. Vengono utilizzati con equilibrio solamente legni francesi di primissima qualità, in grado di accompagnare il vino nella maturazione senza comprometterne la finezza.

La terra che permette questa fantastica produzione di nettare, ad Erice, vanta il miglior ”Pignatello” (#Perricone) della Sicilia che con la sua piccola produzione di bottiglie/anno è riuscito a conquistare i palati internazionali, aggiudicandosi mercati esteri di alto livello.
Qualcuno si spinge oltre, mettendo a confronto il Serramarrocco con il Sassicaia della Tenuta San Guido che utilizza gli stessi vitigni madre Rothschild/Lafite.

Sarà una serata speciale. Chi lo desidera può prenotare un tavolo perché la degustazione dei calici di vino saranno accompagnati da tre portate di pesce.

Per info e prenotazioni:
348.9167082

I riconoscimenti

L’ultimo è arrivato il 14 novembre a Roma. Il Barone di Serramarrocco è tra i 609 vini “5 Grappoli” premiati dalla guida dei Sommelier. I verdetti della guida della Fondazione Italiana Sommelier (Fis), guidata da Franco Ricci, racconta la crescita qualitativa, in 20 anni, del vino. In Sicilia il riconoscimento è andato solo a 41 vini.

Le origini del Serramarrocco


La vicinanza con la cultura enologica, si fa evidente nel Serramarrocco, Cabernet Sauvignon 85% e Cabernet Franc 15%, taglio bordolese di riferimento tra quelli Italiani. Oltre alla similitudine con quelli dei cugini d’oltralpe c’è però di più. Le barbatelle della vigna da cui viene prodotto infatti, provengono direttamente da Château Lafite-Rothschild. Circostanza che ha spinto il governo Francese a riconoscere al Serramarrocco una parentela ufficiale con i propri vini, onore concesso solo in un altro caso. Ma a parte questo l’intenzione non è quella di un’imitazione tout court. L’intento è quello di applicare le esperienze transalpine per valorizzare i vitigni locali come Perricone, Nero d’Avola, Grillo e Zibibbo.

Descrizione vigna

La Vigna di Serramarrocco, riconosciuta dalla Regione Sicilia, come prima Erice D.o.p. della provincia di Trapani, è composta da una superficie vitata di circa 22 ettari. Situata ad un’altitudine media di 380 metri s.l.m., nel cuore della Strada del Vino Erice Doc, è caratterizzata da terreni di medio impasto calcareo – argilloso parzialmente limoso e ricchi di scheletro, con elementi ghiaiosi e ciottolosi sparsi.
Gli appezzamenti, coltivati in maggior parte con sistemi di allevamento ad alta densità per ettaro che variano dai 6.250 ai 9.524 ceppi per ettaro, sono destinati ad una produzione di bassa resa, tale da garantire la massima estrazione qualitativa delle singole vigne.
Ad oggi, i vitigni coltivati sono: Pignatello, Nero d’Avola, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Zibibbo, Grillo ed altre varietà autoctone a scopo sperimentale. La Vigna di Serramarrocco si distingue in cinque “Crus” così denominati: Vigna del Capitano, Sammarcello, Sammichele , Sakkara e delle Quojane.